Cose che dovremmo sapere

Lo Spreco Alimentare domestico: I numeri e delle buone abitudini per ridurlo

Ogni giorno a livello mondiale si sprecano o si perdono tonnellate di cibo commestibile. Ciò avviene lungo l’intera catena, dalla produzione al consumo. Questo ha un forte impatto su moltissime problematiche relative al nostro pianeta: Cambiamento climatico, eccessivo consumo delle risorse naturali, inquinamento e molto altro ancora.

I numeri dello spreco alimentare nel mondo e in Italia:

Secondo dati della FAO (Organizzazione delle nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura), ogni anno, un terzo di tutto il cibo prodotto viene sprecato. Si tratta di circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, l’equivalente di 79 tonnellate al secondo. Che in termini monetari corrispondono a 900 miliardi di dollari “bruciati”.

In Italia, come in tutti i paesi occidentali, anche se negli ultimi anni l’attenzione verso questo fenomeno è cresciuta, la situazione è ancora molto grave. Secondo la Coldiretti, nel 2021 sono stati sprecati circa 4 miliardi di tonnellate di cibo, corrispondenti a 67kg per abitante e l’equivalente di circa 16 miliardi di euro.

Sempre secondo questa ricerca, il livello della catena alimentare dove viene prodotta la maggiore quantità di spreco è quello finale, ovvero dove ci troviamo noi consumatori. Questo deve farci riflettere sulle nostre abitudini e sull’importanza di invertire la tendenza, e deve spingerci a osservare dei comportamenti più sostenibili.

Le conseguenze dello spreco alimentare:

Lo spreco alimentare impatta negativamente a livello ambientale, economico e sociale.

Scopriamole una ad una:

Effetti ambientali

L’impatto ambientale deriva dal fatto che per produrre il cibo, che poi viene buttato, si utilizzano risorse naturali quali: acqua, terra ed energia. Quest’ultima viene prodotta principalmente attraverso risorse non rinnovabili, portando a generare ulteriori rifiuti e problemi ambientali.

Il sistema alimentare è quello che contribuisce maggiormente al cambiamento ambientale. Da solo genera il 24% di tutte le emissioni inquinanti, dagli anni ’70 è responsabile della perdita del 60% della biodiversità, consuma il 70% dell’acqua dolce prodotta e utilizza il 30% dell’energia disponibile a livello globale di cui, il 38%, viene utilizzata per produrre del cibo che verrà sprecato. (Fonte: FAO)

Effetti economici 

Il cibo che si spreca nelle fasi produttive, o che non viene consumato, genera conseguenze negative anche a livello economico.  Solo in Italia, questo vale circa lo 0,88 del PIL nazionale

Effetti sociali

Per valutare l’effetto sociale di questo fenomeno, vanno considerati i concetti di sicurezza alimentare e accesso al cibo. Nonostante l’enorme quantità di cibo che giornalmente viene buttata, ancora oggi sono circa 670 milioni le persone che soffrono la fame, una su tre è malnutrita, e circa 3 miliardi di persone non riescono a garantirsi un alimentazione “sana”. Numeri in continuo aumento, si stima infatti che entro il 2030, se non si effettua una rapida inversione di rotta, le persone che soffriranno la fame saranno oltre 840 milioni.

*Fonte: BCFN

Il più grande spreco avviene in casa:

In Italia, come nel resto dei paesi più sviluppati, la quantità maggiore di cibo sprecato finisce nelle pattumiere di casa. Siamo infatti noi consumatori i primi responsabili di questo fenomeno, ciò è imputabile principalmente a cattive abitudini che portano ad un eccesso degli acquisti rispetto ai reali bisogni.

Alcune studi dimostrano che lo spreco alimentare delle famiglie è causato principalmente da abitudini sbagliate quali:

  • Cucinare troppo cibo rispetto alle reali necessità;
  • Poca conoscenza in materia di etichettatura. Spesso non si comprende la differenza tra le varie diciture, infatti: “da consumarsi preferibilmente entro” (riconducibile a valutazioni inerenti la qualità degli alimenti), non ha lo stesso significato di “da consumarsi entro” (riconducibile alla sicurezza dell’alimento);
  • Mancata o errata pianificazione negli acquisti, ciò porta ad acquistare in eccesso rispetto alle reali necessità;
  • Poca conoscenza in materia di corretta conservazione e preparazione degli alimenti;

Combattere lo spreco alimentare partendo da casa:

Come tutti i grandi problemi mondiali, anche lo spreco alimentare, non ha una soluzione semplice. A livello mondiale sono stati creati accordi e direttive che mirano alla riduzione degli sprechi, perseguendo obiettivi di sostenibilità e di riduzione dell’impatto ambientale.

Dobbiamo essere noi i “pionieri” del cambiamento, attraverso l’adozione di comportamenti più consapevoli. 

Ogni piccola goccia è importante. Per questo si può partire dalle piccole abitudini quotidiane, decidendo di agire con maggiore attenzione e rispetto verso il cibo, le persone e il pianeta. Ecco alcune “buone abitudini” da far proprie per ridurre lo spreco di cibo all’interno delle mura domestiche: 

  1. Lista della spesa intelligente: Prima di andare al supermercato, meglio dare una controllata al frigo e alla dispensa e stilare una lista della spesa “intelligente”, cioè organizzata in base ai pasti della settimana. Evitare acquisti inutili e d’impulso significa anche risparmiare.
  2. Attenzione alle date di scadenza: Bisogna fare attenzione alle diciture, “da consumarsi preferibilmente entro”, non significa che arrivati a quella data il prodotto vada buttato nella spazzatura, piuttosto bisogna ricordare che quell’alimento inizierà a perdere progressivamente le proprie caratteristiche organolettiche.
  3. Organizzazione e controllo degli alimenti: Organizzare frigo e dispensa in modo che gli alimenti siano ordinati in base alle scadenze. Ad esempio i prodotti a scadenza breve posizionarli avanti.
  4. Evitare di “strafogarsi” a tavola: Se proprio deve avanzare, meglio che una pietanza avanzi nella pentola e non nel piatto. In questo modo sarà più facile riutilizzarla in un pasto successivo.
  5. Riutilizzare gli avanzi: Gli avanzi si possono reinventare in nuove ricette, basta solo un po’ di fantasia.
  6. Regalare il cibo: Se ci si accorge di avere in casa alimenti che non si mangiano mai, meglio donarli a amici, parenti o persone che ne hanno bisogno.

Un aiuto arriva dalle nuove tecnologie: 

Un aiuto alla riduzione dello spreco alimentare arriva dalle nuove tecnologie. Queste interessano ogni livello della filiera alimentare, dalla produzione al consumo finale, portando a un miglioramento della sua sostenibilità.

Le nuove tecnologie, si basano sul generare dei benefit, economici e non solo, ai consumatori che attuano comportamenti “responsabili”. 

Tra le innovazioni che stanno avendo un maggiore impatto, ritroviamo:

  1. Piattaforme di Food Sharing: Nate nei paesi dell’Europa del nord, oggi diffuse in tutti i paesi occidentali. Si tratta di piattaforme che combinano gli interessi dei produttori e quelli dei consumatori generando dei comportamenti responsabili da entrambe le parti. Queste danno l’opportunità alle attività ristorative e distributive di ricavare un guadagno economico dai prodotti invenduti a rischio spreco, e alle persone di ridurre il costo di approvvigionamento per i prodotti alimentari.
  2. I sistemi di Meal Kit: Si tratta di “scatole” contenenti tutto il necessario per cucinare dei gustosi piatti in maniera facile e veloce, evitando qualsiasi genere di spreco, sia nell’acquisto dei prodotti al supermercato, che in cucina, dovuto ad esempio a preparazioni non riuscite o eccessive.

Questi sistemi nati in America, con la pandemia hanno avuto una forte diffusione anche in Europa. Generalmente i Meal Kit vengono realizzati da aziende alimentari che poi si occupano anche della loro vendita al consumatore finale attraverso canali online e offline.

La pandemia di Covid-19,  che ha messo in “ginocchio” il settore ristorativo, ha portato sempre più ristoranti ad avvicinarsi al sistema dei meal kit, facendolo divenire una valida alternativa al classico servizio delivery, con vantaggi rispetto a questo sia in termini di qualità che di capillarità del servizio.

Per i consumatori, l’utilizzo dei meal kit porta dei ritorni economici e sociali e una riduzione dello spreco alimentare per tutta la collettività.

Un piccolo gesto dal grande significato:

Dunque, alla luce di tutte le rilevazioni fatte fino a questo momento, è inevitabile fermarci un attimo a riflettere su quello che sta avvenendo, comprendere che basta davvero poco per adottare uno stile alimentare più sostenibile. L’importante è iniziare a agire tutti insieme, prima che i danni sociali e ambientali siano irreparabili.

 

Noi ce la stiamo mettendo tutta, tu che aspetti?

 

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