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Carbonara Day: Dalle origini a oggi

Come nasce e si evolve uno dei piatti italiani più amati nel mondo.

Per tutti gli amanti del gusto, oggi, 6 aprile, è divenuto famoso per essere il giorno in cui si celebra la carbonara,piatto riconosciuto a livello internazionale, come uno dei simboli della cucina italiana. Tanto amata quanto dibattuta, la ricetta della carbonara è ancora oggi un “caldo terreno di battaglia” dove si scontrano numerose versioni e interpretazioni.

Benché il piatto piaccia a tutti, sulle sue origini le ipotesi sono diverse. In molti sostengono che la carbonara sia un piatto di tradizioni antiche. La sua nascita, secondo questa corrente, risalirebbe al 1944. Questa teoria, la più diffusa e anche la più accreditata, collega la nascita della carbonara ai soldati americani durante la fine della seconda guerra mondiale.
Secondo questa ipotesi, la carbonara non fu un’invenzione completamente nostrana, bensì deriva dall’unione di una ricetta italiana, la pasta, e gli ingredienti della razione k, ovvero la scorta di cibo di cui i soldati americani erano equipaggiati durante il conflitto bellico. Tra i vari ingredienti della razione K vi erano uova disidratate, bacon, crema di latte e formaggio, tutti alimenti che le truppe erano solite consumare per sfamarsi durante il conflitto.
Qui, secondo la leggenda, entra in gioco l’autore del piatto Renato Gualandi, cuoco bolognese, che si ritrovò a cucinare per le truppe alleate. Adoperandosi con gli ingredienti della razione K, creò la prima carbonara. In seguito Gualandi divenne cuoco delle truppe alleate a Roma e fu allora che il piatto si diffuse e divenne popolare nella capitale.

A rafforzare“la teoria “Americana” è il fatto che fino al 1951 nelle guide italiane non ve n’è traccia, almeno in maniera ufficiale. La prima attestazione di una ricetta della carbonara comparve in America, più precisamente a Chicago, sulla guida dei ristoranti della Windy City. Secondo la teoria quindi questa ricetta rappresenta l’incontro tra due culture gastronomiche diverse, statunitense e italiana.

La ricetta della carbonara divenne ufficialmente nazionale con la pubblicazione nel ricettario di Luigi Carnacina “La Grande Cucina” nel 1960″. Qui il guanciale di maiale andò a sostituire la pancetta. Nei primi quarant’anni della ricetta vennero create diverse varianti, con aggiunta di ingredienti quali: Vino, aglio, cipolla, prezzemolo ecc. A partire dagli anni ’90 questi ingredienti furono via via eliminati e si arrivò alla ricetta che oggi tutti noi conosciamo e che prevede: Uovo, pecorino, guanciale e pepe.

La carbonara, oltre la pasta c’è di più:

Negli anni la pasta alla carbonara è divenuta sempre più famosa e apprezzata nel mondo, portando molti chef a dedicarsi a questa ricetta cercando il modo di reinterpretarla e innovarla, partendo dalla ricetta originale. Tant’è che oggi quando parliamo di carbonara solitamente, non ci riferiamo solo alla pasta, bensì a tutti quei piatti che, più o meno direttamente, si ispirano ad essa.

Nella maggior parte dei casi, le innovazioni hanno riguardato piccole variazioni come il formato di pasta o l’aggiunta di qualche ingrediente “segreto” alla ricetta base. In altri casi invece, soprattutto i grandi chef, si sono spinti più in là, con proposte molto rivoluzionarie che stravolgono la ricetta e mettono a rischio la “sensibilità” dei puristi di questo piatto.

Tra le tante innovazioni della carbonara, una di quelle più apprezzate e che ha avuto maggior successo, tanto da essere protagonista di una delle puntate del celebre programma televisivo Masterchef 8, è lo strapazzo, geniale invenzione dalla chef Agosti del ristorante Eggs di Roma.

Chiamato anche “carbonara da passeggio”, si tratta di una variante gustosa e divertente del classico primo romano. Lo strapazzo viene realizzato partendo da una pasta alla carbonara, spaghetti per la precisione, che viene impanata, fritta e inserita su uno stecco gelato in modo da poter essere mangiato al tavolo o passeggiando per le bellissime vie di trastevere, zona di Roma dove è situato il ristorante della chef. All’apparenza potrebbe sembrare un classico fritto romano, in realtà, l’interno cremoso e il gusto intenso è qualcosa di magico capace di conquistare anche i più tradizionalisti.

Strapazzi di Eggs

Un piatto che mette tutti d’accordo:

Se sulla sua origine non abbiamo grandi certezze. Una cosa possiamo sostenerla con sicurezza: Un piatto di carbonara in tavola mette tutti d’accordo.
Secondo uno studio svolto dall’Unione Italiana Food all’istituto Piepoli, 9 italiani su 10 mangiano la carbonara in compagnia, specie in famiglia. Ciò dimostra come questo piatto sia divenuto negli anni una questione di cuore per gli italiani.
Per cui, quale occasione migliore di oggi “Carbonara Day” per riunire tutta la famiglia e godersi una bella carbonara. Perché alla fine poco importa dove sia nata o da chi sia stata inventata, l’importante è che ci sia e che possiamo godercela.

Di chi è la carbonara più buona? Semplice la mia.

Per 2 italiani su 3 è quella preparata tra le mura di casa. Ognuno, anche con un po’ di presunzione, sostiene che la carbonara migliore è quella fatta da sé, perché ognuno ha il suo segreto per farla meglio, dalla preparazione della “carbocrema”, al tipo di pasta scelto, fino all’aggiunta di ingredienti più o meno segreti. Per molti rappresenta anche una ricetta “social” infatti tutti i commensali si spostano in cucina a dare il proprio contributo alla realizzazione del piatto.
Se sei sicuro che la tua carbonara sia la migliore, confrontati con quella dei migliori chef e chiama i tuoi amici a dare un giudizio. Aspettiamo il verdetto del confronto, potresti finire anche tu su Ristobox!

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